
SUBLIMATERIA | Elisabetta Galli
Roma · Regione Lombardia
15 novembre 2026 – 15 gennaio 2027
Un viaggio attraverso la materia
Le geografie che attraversiamo non sono soltanto quelle dei luoghi. Esistono paesaggi interiori, mappe della memoria, territori immaginati e connessioni invisibili che contribuiscono a definire la nostra esperienza del mondo.
Geografie Emozionali nasce dal desiderio di esplorare questi territori attraverso la materia.
Le opere si sviluppano tra pittura e scultura, utilizzando materiali recuperati, stratificazioni, rilievi e superfici che conservano le tracce della propria trasformazione.
Il percorso attraversa cinque serie — FRAMMENTI, RETROSCENA, ALETHEIA, SYNTROPY e ENTANGLEMENT — che dialogano tra loro, talvolta sovrapponendosi e talvolta contrapponendosi.
Non è un itinerario con un’unica direzione interpretativa. È un invito a osservare, riconoscere connessioni e costruire la propria mappa emozionale.
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SALA CONFERENZE ( primo piano)
Graffiti dell’anima e delle ciità


RIEMERGERE e COSTELLAZIONI URBANE 3 si fronteggiano in un dialogo tra memoria, stratificazione e immaginazione.
In queste opere, le superfici diventano territori da esplorare: frammenti di sogni e tracce emozionali che affiorano, strutture che si sovrappongono e dialogano, forme che suggeriscono percorsi e architetture reali o immaginari.
Due opere della serie FRAMMENTI che invitano a interrogarsi su ciò che rimane e che continua a vivere nella memoria.
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SALA EVENTI ( primo piano)
Oltre la superficie
Questa sala riunisce opere che interrogano l’identità, i confini, la vulnerabilità e le forze che agiscono al di là di ciò che possiamo vedere.
La materia diventa di volta in volta protezione, ostacolo, testimonianza o possibilità di trasformazione.
RETROSCENA — Ciò che scegliamo di mostrare
Le opere di RETROSCENA esplorano la distanza tra apparenza e identità, tra ciò che viene esposto e ciò che rimane nascosto.
Gabbie, soglie, aperture e sovrapposizioni diventano metafore delle strutture che ci definiscono, ma che talvolta ci limitano.


In ANIMA D’ACCIAIO (della serie ALETHEIA), la forza non coincide con l’assenza di fragilità.
La materia custodisce tensioni, resistenze e tracce di trasformazione. Ciò che emerge non è una verità definitiva, ma qualcosa che chiede di essere riconosciuto.
FRAMMENTI — La preziosità delle tracce

Il dittico LA FIBRA DELL’ORO introduce una dimensione più intima della memoria.
Frammenti, fibre e stratificazioni suggeriscono che anche ciò che appare fragile o incompleto può custodire qualcosa di prezioso.
SYNTROPY — Le forze dell’equilibrio

SISTEMA DI RIFERIMENTO esplora la relazione tra ordine e movimento.
Le forme sembrano organizzarsi attraverso forze invisibili, cercando un equilibrio che non è mai definitivo, ma continuamente ridefinito.
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SALA ESPOSIZIONI (attico/ secondo piano)
Paesaggi, connessioni, trasformazioni
Nell’attico il percorso si apre a una pluralità di territori: città immaginate, sistemi di forze, acqua, memoria collettiva e testimonianze.
Le opere appartengono a serie differenti, ma condividono una stessa tensione verso ciò che non è immediatamente visibile.
FRAMMENTI — Archeologie della memoria
Le città diventano luoghi della memoria e dell’immaginazione.
LA CITTÀ CHE NON C’È e LA SOSTANZA DEI SOGNI – NYHAVN propongono due interpretazioni del paesaggio urbano: una città immaginata e una città reale trasformata dall’esperienza soggettiva.

Le opere VERTICAL 1, VERTICAL 2, COSTELLAZIONI URBANE 1 e COSTELLAZIONI URBANE 2 proseguono questa esplorazione attraverso strutture, frammenti e stratificazioni.


Con TRAMONTO SULLA CITTÀ SOGNATA, il paesaggio assume una dimensione ancora più evocativa, sospesa tra ricordo e possibilità.

SYNTROPY — L’armonia possibile
Può esistere un ordine che non sia imposto, ma che emerga spontaneamente dalla complessità?
È la domanda che attraversa SYNTROPY.

In SINGOLARITÀ, WORMHOLE e BOTTOM LINE, la materia sembra organizzarsi attraverso tensioni, direzioni e campi di forze.
L’equilibrio non viene rappresentato come immobilità, ma come relazione dinamica tra elementi differenti.
ENTANGLEMENT — Tutto è connesso
Nessun elemento esiste davvero in isolamento.
Le opere di ENTANGLEMENT esplorano le connessioni invisibili tra materia, natura ed esperienza umana.
L’acqua, le trame intrecciate, i percorsi e le aperture diventano metafore di un universo in cui ogni elemento partecipa a un sistema più ampio.



Cinque opere che affrontano, da prospettive differenti, il rapporto tra interdipendenza e libertà individuale.
ALETHEIA — dal greco antico “la verità svelata”. Il dovere di guardare.
Non tutte le geografie sono immaginate. Alcune appartengono alla storia e alla realtà contemporanea. ALETHEIA le mostra, reali come un’emozione, libere da interpretazioni. Il giudizio pertiene a chi osserva.

Due esempi delle opere della serie ALETHEIA, che saranno esposte alla mostra: CEUTA e TESTIMONIANZE.
La materia diventa strumento per raccontare storie di persone, di confini violati, di speranza e rinascita. Storie che si scolpiscono nella memoria collettiva.
Non si tratta di offrire risposte semplici, ma di lasciare emergere domande che non dovrebbero essere ignorate.
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UNO SGUARDO CHE CONTINUA
Un’opera non si esaurisce nell’intenzione di chi l’ha creata.
Ogni sguardo aggiunge una possibilità di lettura, ogni interpretazione costruisce una connessione inattesa.
È questo il senso più profondo di Geografie Emozionali: un percorso che nasce dalla mia ricerca, ma che può continuare attraverso l’esperienza di chi osserva.
Perché, in fondo, ognuno di noi porta con sé una geografia invisibile.
SUBLIMATERIA
La materia prende forma.